Una cosa poco seria Cap.nr1

scritto da anima aperta
Scritto Ieri • Pubblicato 15 ore fa • Revisionato 15 ore fa
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Autore del testo anima aperta
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Un racconto che dire assurdo è poco, ma credetemi ci siamo divertite a scriverlo.
- Nota dell'autore anima aperta

Testo: Una cosa poco seria Cap.nr1
di anima aperta

Era una notte buia e tempestosa. Lampi e fulmini si scaricavano incessantemente e soffiava un vento impetuoso che alzava mulinelli di polvere e pioggia. Alt! Se vi erano fulmini e lampi che illuminavano non si dovrebbe scrivere una notte buia ecc ecc. Esatto? Ritorniamo alla situazione e scusate se il mio secondo nome è Precisina.  I fulmini e i lampi illuminavano un edificio con alti muri e un cancello in ferro battuto. Ad un certo punto si fermò una macchina e scese un uomo che citofonò per farsi aprire. Con la pioggia e con questo vento chi è che bussa al mio convento? disse una voce. L'uomo, poveretto, oramai fradicio fino alle ossa non puntualizzò che non aveva bussato, ma bensì citofanato e chiese il permesso di entrare e di chiedere asilo per una notte. La voce che si capì apparteneva alla Suora portinaia, disse a loro che potevano entrare, fermarsi davanti alla foresteria e aspettare il permesso della Madre Superiora. Il cancello si aprì lentamente e questi entrarono nel cortile o giardino del convento. Bisogna aspettare la luce diurna per dire se era giardino o cortile, quindi appena fa giorno ve lo dico. Prima di andare avanti bisogna che vi dica alcune cose su questi due personaggi che si erano spacciati per monaci o presunti tali. I loro nomi erano : Giandomenico Bianchi e Guido Lamoto. Si prega di non fare battutine sarcastiche sul suo nome e cognome perchè il poveretto ne aveva abbastanza. Non erano del clero, ma bensì della malavita regionale. Beh criminali mica tanto; se si faceva una classifica generale loro erano sotto di vari gradini ai ladri di galline fine secolo scorso. Erano stati ingaggiati da un imprenditore per un furto e il furto doveva avvenire prima possibile proprio nel convento dove si trovavano. L'oggetto da rubare era una pala che valeva assai, le suore si erano rifiutate di venderla e alla fine, costui, era passato ad altri metodi. In un primo momento si era rivolto a vari criminali, ma per l'elevato costo di costoro si era deciso a prendere  Guido e Giandomenico. Si, l'imprenditore era di Glasow( Scozia). Dopo aver fatto vedere le varie foto della pala li aveva salutati e aveva detto a loro di tornare con la pala se non volevano guai. In un primo momento i nostri due eroi volevano andarci rubando una macchina, ma dopo vari tentativi maldestri Guido aveva chiesto in prestito la Yaris a sua sorella. Erano partiti con il sole ed erano arrivati con la pioggia e con il vento. La notte la passarono in foresteria e la mattina dopo furono svegliati dal camminare delle suore che andavano nella loro cappella a cantare le lodi a nostro Signore. Con la luce diurna vi posso dire che l'interno del convento era molto bello e ben curato. Il chiostro aveva un giardino pieno di verde e piante fiorite e nell'aria vi era i vari profumi dei fiori. Per non destare sospetti i due si accodarono alle sorelle e fecero finta di pregare. Si guardavano intorno per avere un'idea ben chiara di come fosse veramente la pala, ma con sorpresa e paura non vi era nessuna pala da ammirare e da rubare. Quindi sporgeva spontanea una domanda: Dove cribbio era la pala? 
Prima di cedere completamente al terrore e ripensando alle minacce dette tra le righe dallo scozzese con sguardi ben attenti iniziarono a guardarsi intorno. C'erano 3-4 file di banchi dove le suore si sedevano o si inginocchiavano per pregare, un piccolo altare, diciamo per proforma e davanti alla fila di banchi vi era un crocifisso ligneo di buona fattura artistica, ma non era la pala. Non era possibile che fosse già stata rubata e quindi bisognava indagare, ma evitando assolutamente di fare domande che potevano insospettire le suore che già vedevano  in malo modo i nostri due pseudo ladri. Entrambi andarono dalla Madre Superiora e inventandosi una scusa, riuscirono ad aottenere alcuni giorni di permesso a stare in convento, ma non potevano assolutament circolare nel convento da soli. Cosa tenevano segreto le Suore?........ 

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